Sto operando in un contesto in cui non conto niente.
Più mi sforzo di capire, più cerco di darmi da fare, più mi adopero per trovare una soluzione, di vedere dove sto sbagliando, di migliorare...più scopro che non posso farci niente. E' così.
E come me ce ne sono tanti altri. Nella stessa situazione. Ah si, per carità...nel male si tratta comunque di un contesto equo, egalitario, non discriminatorio. Non conta un cazzo nessuno. E mi dispiace per quei poveri cristi che ancora non se ne rendono conto.
Ogni logica viene ribaltata. E' come un gioco da tavolo in cui si muovono le pedine a piacimento, è come giocare a cambiare spesso look, a cambiare spesso arredamento della propria casa senza curarsi che ogni cosa ha la sua collocazione più consona. E quella collocazione se l'è guadagnata, se l'è scelta.
E' giocare a "uomo" quando il resto del mondo gioca "a zona".
Accetto tutto, va bene così. Si vede che deve essere così, perché qualcuno vuole che sia così. Di certo fegato, cuore, reni, polmoni, testa hanno sofferto a sufficienza per una questione del genere.
Almeno il diritto di non prendermela più ce l'avrò vero? O no?
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