venerdì 8 ottobre 2010

Riflettevo

Alcuni anni fa Nazza mi chiamò e mi disse "ho scritto un testo, te lo do..tu fanne quello che vuoi".
Io, mi pare, ci misi dieci minuti a farlo diventare melodia. L'altra sera, con Andrea, ci abbiamo messo lo stesso tempo a farlo diventare canzone.
Un testo che mi ha colpito subito, valido in ogni contesto. Parla di felicità, di quanto sia difficile da mantenere ma, al contempo, semplice da riconquistare.
"La precisa sensazione di esser vivo", "una gelida sera scaldata dal cuore, col vento che soffia tra i nostri vestiti"...alcuni dei versi che più mi piacciono del testo.
Da qui, non so poi bene il perché, i miei pensieri sono sfociati nell'amore. In particolare nell'amore di un genitore per il proprio figlio.
A dire il vero è un argomento che avevo già affrontato con Giorgia alcuni mesi fa, ma ogni tanto mi torna alla mente e mi piace lasciarlo sviluppare per vedere quali pensieri ne escono.
Mah..avete mai pensato a quanto amore da ed è disposto a dare un genitore per il proprio figlio? A cosa sarebbe disposto a fare purché esso sia felice? La felicità del figlio, è proprio questo il punto focale. Vedo i miei genitori, ripenso a quello che hanno fatto e che stanno facendo per me. Perché, a loro detta, merito di essere felice. Amore incondizionato...mai termine fu usato più correttamente. Mi ricordo che, da bimbo, parlavo con mio papà dei gruppi sanguigni, della compatibilità ecc., e lui mi disse, con una battuta, che se un giorno avessi avuto bisogno di sangue lui sarebbe andato all'ospedale con un secchio ed avrebbe detto ai medici: "prendete, riempitelo pure col mio sangue". Chi non lo farebbe, direte voi. Vero, ma concentratevi non sulle parole ma sul gesto...un secchio di sangue, capite?
Troppa roba! Come si fa a contraccambiare? Dico io, come si fa? E così pensavo a quello che sto facendo io per loro, pensavo che ho la fortuna di avere entrambi i genitori, giovani, sani e chi mi vogliono bene, ma non so se sto impiegando bene il mio tempo con e per loro. Se non sto sprecando la mia vita con loro, che il tempo non torna indietro, che dovrei fare di più... e mentre ci penso, cosa ci volete fare, mi viene un po' da piangere.
Vabbè, riflettevo.
Comunque, l'importante, è che basta una "felicità qualsiasi" per stare bene, mica chissà che cosa. E il mondo è pieno di queste felicità.

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